Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Solco > Pace > Cap. 27
850

Coltiva, nella tua anima e nel tuo cuore — nella tua intelligenza e nel tuo volere —, lo spirito di fiducia e di abbandono nell’amorosa Volontà del Padre celeste... — Da qui nasce la pace interiore a cui aneli.


851

Come puoi aver pace, se ti lasci trascinare — nonostante gli «strattoni» della grazia — da certe passioni, che non cerchi neppure di dominare?

Il Cielo spinge verso l’alto; tu — solo tu: non cercare scuse! —, verso il basso... — E in questo modo ti laceri.


852

Sia la pace, sia la guerra, stanno dentro di noi.

Non si può arrivare al trionfo, alla pace, se mancano la lealtà e la decisione di vincere nel combattimento.


853

Un rimedio contro queste tue inquietudini: avere pazienza, rettitudine d’intenzione, e guardare le cose con prospettiva soprannaturale.


854

Allontana subito — Dio è con te! — il timore e il turbamento dello spirito...: evita radicalmente queste reazioni, che servono solo a moltiplicare le tentazioni e ad accrescere il pericolo.


855

Anche se tutto sprofonda e finisce, anche se gli avvenimenti evolvono in senso contrario a quanto previsto, con tremende avversità, non si guadagna nulla a turbarsi. Inoltre, ricorda la fiduciosa preghiera del profeta: «Il Signore è nostro Giudice, il Signore è nostro Legislatore, il Signore è nostro Re; Egli ci salverà».

— Recitala devotamente, ogni giorno, per adeguare la tua condotta ai disegni della Provvidenza, che ci governa per il nostro bene.


856

Se — avendo fissato lo sguardo in Dio — sai mantenerti sereno davanti alle preoccupazioni, se impari a dimenticare le piccolezze, i rancori e le invidie, ti risparmierai la perdita di molte energie, di cui hai bisogno per lavorare con efficacia, al servizio degli uomini.


857

Quell’amico ci confidava sinceramente di non essersi mai annoiato, perché non si era mai trovato solo, senza il nostro Amico.

— Cadeva la sera, in un fitto silenzio... Notasti molto viva la presenza di Dio... E, con questa realtà, che pace!


858

Il saluto vibrante di un fratello ti ha ricordato, in quell’andirivieni di partenze, che i cammini onesti del mondo sono aperti per Cristo: manca soltanto che ci lanciamo a percorrerli, con spirito di conquista.

Sì, Dio ha creato il mondo per i suoi figli, perché lo abitino e lo santifichino: che cosa aspetti?


859

Sei straordinariamente felice. A volte, quando ti accorgi che un figlio di Dio lo abbandona, provi — in mezzo alla tua pace e alla tua gioia intime — un dolore di amore, un’amarezza, che non turba e non inquieta.

— Bene, però... adoperiamo tutti i mezzi umani e soprannaturali perché reagisca..., e confidiamo con certezza in Gesù Cristo! Così, le acque ritornano sempre nell’alveo.


860

Quando ti abbandonerai sul serio nel Signore, imparerai a contentarti di ciò che avviene, e a non perdere la serenità se le faccende — malgrado tu abbia messo tutto l’impegno e i mezzi opportuni — non riescono secondo i tuoi gusti... Perché saranno «riuscite» come sarà parso conveniente al Signore.


861

Continui ad avere distrazioni e mancanze, e te ne dispiaci! Al tempo stesso, cammini con un’allegria che sembra ti faccia scoppiare.

Per questo, perché te ne dispiaci — dolore d’amore —, i tuoi insuccessi non ti tolgono più la pace.


862

Quando ci si ritrova al buio, con l’anima accecata e inquieta, dobbiamo ricorrere, come Bartimeo, alla Luce. Ripeti, grida, insisti con più forza: «Domine, ut videam!» — Signore, che io veda!... E si farà giorno per i tuoi occhi, e potrai godere la luce che Egli ti concederà.


863

Lotta contro le asprezze del tuo carattere, contro il tuo egoismo, contro la tua comodità, contro le tue antipatie... Oltre al fatto che dobbiamo essere corredentori, il premio che riceverai — pensaci bene — sarà in strettissima relazione con la semina che avrai fatto.


864

Compito del cristiano: annegare il male nella sovrabbondanza del bene. Non si tratta di far campagne negative, né di essere antiqualcosa. Al contrario: si tratta di vivere di affermazioni, pieni di ottimismo, con gioventù, allegria e pace; di guardare tutti con comprensione: quelli che seguono Cristo e quelli che lo abbandonano o non lo conoscono.

— Ma comprensione non significa astensionismo, né indifferenza, bensì azione.


865

Per carità cristiana e per eleganza umana, devi sforzarti di non creare un abisso con nessuno..., di lasciar sempre una via d’uscita al prossimo affinché non si allontani ancora di più dalla Verità.


866

La violenza non è un buon sistema per convincere..., e tanto meno nell’apostolato.


867

Il violento perde sempre, anche se vince la prima battaglia..., perché finisce accerchiato dalla solitudine della sua incomprensione.


868

La tattica del tiranno è di ottenere che litighino tra di loro quelli che, uniti, potrebbero farlo cadere. — Vecchia trappola usata dal nemico — dal diavolo e dai suoi corifei —, per scompigliare molti programmi apostolici.


869

Quei tali..., che vedono concorrenti dove ci sono soltanto fratelli, rinnegano con le loro opere il loro professarsi cristiani.


870

Con la polemica aggressiva, che umilia, raramente si risolve un problema. E, d’altro canto, non si giunge mai a un chiarimento quando fra chi discute c’è un fanatico.


871

Non mi spiego il tuo sdegno, né la tua disillusione. Ti hanno ripagato con la tua stessa moneta: il diletto nelle ingiurie, mediante le parole e le opere.

Metti a frutto la lezione e, da ora in poi, non mi dimenticare che hanno un cuore anche quelli che vivono con te.


872

Perché tu non mi perdessi la pace, in quei momenti di dura e ingiusta prova, ti ricordai: «Se ci spaccano la testa, non ce ne preoccuperemo troppo: vorrà dire che dobbiamo tenercela aperta».


873

Paradosso: da quando mi sono deciso a seguire il consiglio del Salmo: «Getta sul Signore il tuo affanno, ed Egli ti darà sostegno», di giorno in giorno ho meno preoccupazioni per la testa... E al tempo stesso, con il lavoro opportuno, si risolve ogni cosa con più chiarezza!


874

La Madonna — così l’invoca la Chiesa — è la Regina della pace. Per questo quando la tua anima, l’ambiente famigliare o professionale, la convivenza nella società o tra i popoli sono agitati, non cessare di acclamarla con questo titolo: «Regina pacis, ora pro nobis!» — Regina della pace, prega per noi! Hai provato, almeno, quando perdi la serenità?... — La sua immediata efficacia ti sorprenderà.


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