Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Solco > Purezza > Cap. 26
831

La castità — quella di ciascuno nel proprio stato: celibe, coniugato, vedovo, sacerdote — è una trionfante affermazione dell’amore.


832

Il «miracolo» della purezza ha come punti di appoggio l’orazione e la mortificazione.


833

La tentazione contro la castità è tanto più pericolosa, quanto più mimetizzata si affaccia: presentandosi obliquamente, inganna meglio.

— Non transigere, nemmeno con la scusa di non «sembrare strano»!


834

La santa purezza: umiltà della carne! Signore — gli chiedevi —, sette catenacci per il mio cuore. E ti consigliai di chiedergli, oltre ai sette catenacci per il tuo cuore, anche ottant’anni di gravità per la tua giovinezza...

E poi, vigila... perché è più facile spegnere una scintilla che un incendio; fuggi..., perché in questi casi è vile codardia essere «coraggiosi»; non andare in giro con gli occhi sguinzagliati..., perché questo non significa animo sveglio, ma insidia di satana.

Ma tutta questa diligenza umana, con la mortificazione, il cilicio, la disciplina e il digiuno, quanto poco valgono senza Te, Dio mio!


835

Così quel confessore liquidò la concupiscenza di un’anima delicata, che si accusava di certe curiosità: — «Bah! Istinti di maschi e di femmine».


836

Non appena si ammette volontariamente quel dialogo, la tentazione toglie la pace dell’anima, così come l’impurità consentita distrugge la grazia.


837

Ha seguito il cammino dell’impurità, con tutto il corpo..., e con tutta l’anima. — La sua fede si è andata sfigurando..., anche se sa bene che non è un problema di fede.


838

«Lei mi ha detto che si può arrivare a essere un “altro” sant’Agostino, con il mio passato. Non lo dubito, e oggi più di ieri voglio cercare di dimostrarlo».

Però, devi troncare coraggiosamente e alla radice, come il santo vescovo di Ippona.


839

Sì, chiedi perdono con contrizione, e fa’ molta penitenza per i trascorsi impuri della vita passata, ma non volerli ricordare.


840

Quella conversazione..., sudicia, da cloaca!

— Non è sufficiente non assecondarla: manifesta con fortezza la tua ripugnanza!


841

Sembra come se lo «spirito» si stia riducendo, rimpiccolendo, sino a diventare un puntino... E il corpo s’ingrandisce, s’ingigantisce, fino a dominare. — Per te san Paolo ha scritto: «Tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù, perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato».


842

Che pena fanno quelli che — per loro triste esperienza personale — affermano che non si può essere casti vivendo e lavorando in mezzo al mondo!

— Con questo illogico ragionamento, non dovrebbero prendersela a male se altri offendono la memoria dei loro genitori, dei loro fratelli, della loro moglie, del loro marito.


843

Quel confessore, un po’ rude, ma sperimentato, contenne le sbandate di un’anima e la ricondusse all’ordine, con questa affermazione: «Adesso stai camminando per sentieri di vacche; poi ti contenterai di camminare per quelli di capre; e poi..., sempre come un animale, che non sa guardare il cielo».


844

Tu sarai... ciò che sei: una bestiolina. — Ma devi ammettermi che altri sono integri e casti. Ah!, e non irritarti poi se essi non contano su di te, oppure ti ignorano: ragazzi e ragazze organizzano i loro programmi umani con persone che hanno anima e corpo..., non con animali.


845

C’è chi mette al mondo figli per la propria industria, per il proprio servizio, per il proprio egoismo... E dimentica che sono un dono meraviglioso del Signore, di cui dovrà rendere specialissimo conto.

Far figli solo per continuare la specie, lo sanno fare — non prendertela — anche gli animali.


846

Due sposi cristiani non possono desiderare di chiudere le fonti della vita. Perché il loro amore si fonda sull’Amore di Cristo, che è donazione e sacrificio... Inoltre, come ricordava Tobia a Sara, gli sposi sanno che «noi siamo figli di santi, e non possiamo unirci al modo dei gentili, che non conoscono Dio».


847

Quando eravamo piccini, ci stringevamo a nostra madre, nel passare per strade buie o dove c’erano i cani.

Adesso, quando sentiamo le tentazioni della carne, dobbiamo afferrarci strettamente alla nostra Madre del Cielo, per mezzo della sua presenza, ben vicina, e delle giaculatorie.

— Lei ci difenderà e ci porterà alla luce.


848

Non sono né più uomini, né più donne, per il fatto di condurre quella vita disordinata.

Chi ragiona così, si vede che ha come ideale di persona le meretrici, gli invertiti, i degenerati..., quelli che hanno il cuore marcio e non potranno entrare nel Regno dei Cieli.


849

Permettimi un consiglio, da mettere in pratica ogni giorno. Quando il cuore ti fa sentire le sue basse inclinazioni, prega con calma la Vergine Immacolata: guardami con compassione, non abbandonarmi, Madre mia! — E consiglialo ad altri.


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