Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  ╚áGes¨ che passa > Il matrimonio, vocazione cristiana > Punto 27
27

Non si pu˛ parlare di matrimonio senza pensare subito alla famiglia, che Ŕ il frutto e la continuazione di ci˛ che con il matrimonio si inizia. La famiglia Ŕ composta non solo dal marito e dalla moglie, ma anche dai figli e, in gradi differenti, dai nonni, dagli altri congiunti e dalle collaboratrici domestiche. A tutti costoro deve giungere quel calore affettuoso e intimo di cui si alimenta un vero ambiente famigliare.

Certo, ci sono degli sposi ai quali il Signore non manda figli: Ŕ segno allora che Egli chiede loro di volersi bene con immutato affetto, e di dedicare le loro energie — per quel che possono — a servizi e iniziative per il bene di altre anime. Ma di solito il matrimonio Ŕ fecondo, e allora i figli devono costituire la prima preoccupazione degli sposi. La paternitÓ e la maternitÓ non si esauriscono nel momento in cui il figlio nasce: la facoltÓ di generare — partecipazione al potere di Dio — deve continuare poi come cooperazione all'opera dello Spirito Santo e culminare nella formazione di uomini e donne autenticamente cristiani.

I genitori sono i principali educatori dei figli, sia nell'aspetto umano che in quello soprannaturale, e devono sentire la responsabilitÓ di questa missione che esige comprensione, prudenza, capacitÓ di insegnare e, soprattutto, di amare; nonchÚ l'impegno di dare buon esempio.

L'imposizione autoritaria e violenta non Ŕ una buona risorsa educativa. L'ideale per i genitori consiste piuttosto nel farsi amici dei figli: amici ai quali si confidano le proprie inquietudini, con cui si discutono i diversi problemi, dai quali ci si aspetta un aiuto efficace e sincero.

╚ánecessario che i genitori trovino il tempo di stare con i figli e parlare con loro. I figli sono la loro cosa pi¨ importante: pi¨ degli affari, pi¨ del lavoro, pi¨ dello svago. In queste conversazioni bisogna ascoltarli con attenzione, sforzarsi di comprenderli, saper riconoscere la parte di veritÓ — o tutta la veritÓ — che pu˛ esserci in alcune loro ribellioni. E allo stesso tempo bisogna aiutarli a incanalare rettamente ansie e aspirazioni, insegnando loro a riflettere sulla realtÓ delle cose e a ragionare. Non si tratta di imporre una determinata linea di condotta, ma di mostrare i motivi, soprannaturali e umani, che la raccomandano. In una parola, si tratta di rispettare la loro libertÓ, poichÚ non c'Ŕ vera educazione senza responsabilitÓ personale, nÚ responsabilitÓ senza libertÓ.

[Stampa]
 
[Invia]
 
[Palm]
 
[Salva]
 
Traduci il punto in:
Indietro Vedere il capitolo Avanti