È Gesù che passa > Lo Spirito Santo, il grande sconosciuto > Punto 136
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Poi, la vita di preghiera: perché la dedizione, l'obbedienza, la mansuetudine del cristiano nascono dall'amore e all'amore tendono. E l'amore porta al rapporto, al colloquio, all'amicizia. La vita cristiana richiede un dialogo costante con Dio uno e trino, e proprio a questa intimità ci spinge lo Spirito Santo. Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così i segreti di Dio nessuno li ha potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Se avremo un rapporto continuo con lo Spirito Santo, diventeremo spirituali, ci sentiremo fratelli di Cristo e figli di Dio, e non esiteremo a invocare Iddio come vero Padre di ciascuno di noi.

Bisogna che ci abituiamo a frequentare lo Spirito Santo che ci deve santificare, ad avere fiducia in Lui, a invocare il suo aiuto, a sentirlo vicino a noi. Così il nostro povero cuore si dilaterà sempre di più, e avremo un anelito sempre più ardente d'amore verso Dio e, per Lui, d'amore per tutte le creature. E si riprodurrà nella nostra vita la visione finale dell'Apocalisse: lo spirito e la sposa, lo Spirito Santo e la Chiesa — e con essi ogni cristiano — si rivolgono a Gesù, a Cristo, e gli chiedono di venire, di rimanere con noi per sempre.

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