Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  È Gesù che passa > Lo Spirito Santo, il grande sconosciuto > Punto 128
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La realtà profonda che il testo della Sacra Scrittura ci fa conoscere non è un ricordo del passato, un'età dell'oro della Chiesa che si perde nella lontananza dei tempi. È invece, al di sopra delle miserie e dei peccati di ciascuno di noi, anche la realtà della Chiesa di oggi e della Chiesa di tutti i tempi. Io pregherò il Padre — aveva annunciato il Signore ai suoi discepoli — ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre (Gv 14, 16). Gesù ha compiuto le sue promesse: è risorto, è salito in Cielo, e in unità con l'Eterno Padre ci manda lo Spirito Santo per santificarci e darci la vita.

La forza e il potere di Dio illuminano la faccia della terra. Lo Spirito Santo continua ad assistere la Chiesa di Cristo in modo che sia sempre e in ogni cosa un segno innalzato in mezzo a tutte le nazioni, per annunciare all'umanità la benevolenza e l'amore di Dio (cfr Is 11, 12). Per quanto grandi possano essere i nostri limiti, noi uomini possiamo guardare con fiducia al Cielo e sentirci colmi di gioia: Dio ci ama e ci libera dai nostri peccati. La presenza e l'azione dello Spirito Santo nella Chiesa sono pegno e anticipo della felicità eterna, della gioia e della pace che Dio ha in serbo per noi.

Anche noi, come quei primi che si avvicinarono a san Pietro il giorno di Pentecoste, siamo stati battezzati. Con il Battesimo, Dio nostro Padre ha preso possesso della nostra vita, ci ha incorporati alla vita di Cristo e ci ha mandato lo Spirito Santo. Il Signore — dice la Scrittura — ci ha salvati mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, Salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna (Tt 3, 5-7).

L'esperienza della nostra debolezza e delle nostre cadute, lo scandalo che può produrre la vista penosa della pochezza o addirittura della meschinità di taluni che si chiamano cristiani, l'apparente insuccesso e lo sbandamento di talune iniziative apostoliche, tutte queste cose — che rappresentano una verifica della realtà del peccato e dei limiti umani — possono però mettere a dura prova la nostra fede, tanto che possono insinuarsi la tentazione e il dubbio: dove sono la forza e il potere di Dio? È il momento di reagire, di esercitare in modo più puro e più energico la nostra speranza, e quindi di rendere più solida la nostra fedeltà.

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