Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Colloqui > La donna nella vita sociale e nella chiesa > Punto 97
97

Ci sono casi in cui la moglie — per una ragione o per l'altra — Ŕ separata dal marito, in situazioni degradanti ed insostenibili. Sono casi in cui Ŕ difficile accettare l'indissolubilitÓ del vincolo coniugale. Queste donne separate dal marito si lamentano che si neghi loro la possibilitÓ di costruirsi un nuovo focolare. Qual Ŕ la sua risposta in casi del genere?

Direi loro, con piena comprensione della loro sofferenza, che anche in questa situazione esse possono vedere la volontÓ di Dio, che non Ŕ mai crudele, perchÚ Dio Ŕ un Padre amoroso. Pu˛ darsi che per un certo tempo la situazione sia particolarmente dura, ma, se ricorrono al Signore e alla sua Madre benedetta, non mancherÓ l'aiuto della grazia.

L'indissolubilitÓ del matrimonio non Ŕ un capriccio della Chiesa, e neppure una semplice legge ecclesiastica positiva: Ŕ un precetto della legge naturale e del diritto divino, e risponde perfettamente alla nostra natura e all'ordine soprannaturale della grazia. Per questo, nella stragrande maggioranza dei casi, l'indissolubilitÓ Ŕ condizione indispensabile per la felicitÓ dei coniugi e per la sicurezza anche spirituale dei figli. In ogni caso — pure quando si diano le circostanze dolorose di cui parliamo —, la docile accettazione della VolontÓ di Dio porta con sÚ una soddisfazione profonda, insostituibile. Non si tratta di una specie di ripiego, di una ricerca di consolazione: Ŕ la stessa essenza della vita cristiana.

Se queste donne hanno dei figli a loro carico, devono vedere in questo fatto una continua richiesta di amorosa e materna dedizione, pi¨ che mai necessaria per sopperire in queste creature alle deficienze di un focolare diviso. Devono anche capire, con generositÓ, che quella stessa indissolubilitÓ che per loro comporta un sacrificio, Ŕ per la maggior parte delle famiglie la salvaguardia della loro integritÓ, un qualcosa che nobilita l'amore degli sposi e impedisce che i figli si trovino nell'abbandono.

Lo stupore di fronte all'apparente durezza del precetto cristiano dell'indissolubilitÓ non Ŕ una novitÓ: gli stessi Apostoli si meravigliarono quando Ges¨ ne diede loro conferma. Pu˛ apparire un peso, un giogo; ma proprio Cristo ha detto che il suo giogo Ŕ soave e il suo peso Ŕ leggero.

D'altronde, pur riconoscendo l'inevitabile durezza di parecchie situazioni — che in non pochi casi si sarebbero potute e dovute evitare —, non bisogna drammatizzare eccessivamente. La vita di una donna in queste condizioni Ŕ veramente pi¨ dura di quella di una donna maltrattata, o di quella di chi deve sopportare qualcuna delle grandi sofferenze fisiche o morali che la vita comporta?

Ci˛ che veramente rende infelice una persona — o un'intera societÓ — Ŕ l'affannosa ricerca del benessere, la pretesa di eliminare a ogni costo qualsiasi contrarietÓ. La vita presenta mille aspetti diversi, situazioni svariatissime, difficili alcune, altre facili forse solo in apparenza. Ciascuna di esse porta con sÚ un seme di grazia, una chiamata di Dio unica: sono occasioni irripetibili di operare e di offrire la testimonianza divina della caritÓ. A chi sente il peso di una situazione difficile, io consiglierei anche di provare a dimenticare un po' i suoi problemi e preoccuparsi di quelli degli altri: cosý facendo avrÓ pi¨ pace e, soprattutto, si santificherÓ.

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