Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Colloqui > Che cosa Ŕ l'Opus Dei? > Punto 63
63

Vorrei chiederle ora com'Ŕ organizzata l'Opus Dei.



Dato che la vocazione all'Opera, come le ho detto, riguarda l'uomo o la donna nella sua vita normale, in mezzo al suo lavoro, capirÓ che l'Opus Dei non si basa su comitati, assemblee, riunioni, ecc. Talvolta, con stupore di certuni, sono arrivato a dire che l'Opus Dei, in questo senso, Ŕ un'organizzazione disorganizzata. La maggioranza, anzi, la quasi totalitÓ dei soci vive per conto proprio, nel luogo in cui vivrebbe se non fosse dell'Opus Dei: nella propria casa, con la propria famiglia, nel posto in cui svolge il proprio lavoro.

Ed Ŕ proprio lý dove sta che ogni socio dell'Opera compie il fine dell'Opus Dei: cercare di essere santo, facendo della propria vita un quotidiano apostolato: semplice, modesto magari, ma perseverante e divinamente efficace. Questo Ŕ l'essenziale. E per alimentare tale vita di santitÓ e di apostolato, ciascuno riceve dall'Opus Dei l'aiuto spirituale necessario, il consiglio, l'orientamento. Ma solo nel terreno strettamente spirituale. In tutto il resto — nel lavoro, nelle relazioni sociali, ecc. — ognuno agisce come meglio crede, nella consapevolezza per˛ che non si tratta di un terreno neutro, ma di una materia che Ŕ santificante, santificabile, e mezzo di apostolato.

Quindi, ognuno vive la propria vita, con le relazioni e i doveri che essa comporta, e ricorre all'Opera per riceverne aiuto spirituale. Ci˛ richiede una certa struttura, ma sempre ridotta al minimo: si fa in modo che sia solo quella strettamente necessaria. ╚ prevista una formazione religiosa dottrinale — che dura tutta la vita — che conduce a una vita di pietÓ attiva, sincera e autentica, e a un fervore da cui derivano necessariamente la preghiera continua del contemplativo e l'azione apostolica personale e responsabile, esente da qualsiasi genere di fanatismo.

Tutti i soci, inoltre, sanno dove possono trovare un sacerdote dell'Opera con cui trattare i propri problemi di coscienza. Alcuni soci — molto pochi paragonati al totale — per poter dirigere una iniziativa apostolica o curare l'assistenza spirituale degli altri, vivono assieme, formando una normale casa di famiglia cristiana, e allo stesso tempo continuano a lavorare nella rispettiva professione.

In ogni Paese esiste un organismo direttivo, sempre a carattere collegiale, presieduto da un Consigliere (il Consigliere per l'Italia Ŕ don Matteo Fabbri, via Cosimo del Fante 19, Milano — N.d.E. ); e c'Ŕ un organismo centrale — formato da professionisti delle pi¨ diverse nazionalitÓ — che ha sede a Roma. L'Opus Dei Ŕ organizzato in due Sezioni, una maschile e l'altra femminile, che sono assolutamente indipendenti, a tal punto da costituire due associazioni distinte, unite solo nella persona del Presidente generale (*).

Spero che cosý sia sufficientemente chiaro che cosa vuoi dire "organizzazione disorganizzata": vuol dire che il primato Ŕ tenuto dallo spirito e non dall'organizzazione; che la vita dei soci non viene compressa da direttive, piani e riunioni. Ciascuno Ŕ libero, unito agli altri da uno stesso spirito e da una stessa ansia di santitÓ e di apostolato, nello sforzo di santificare la propria vita ordinaria.

(*) Cfr la nota al n. 35. Con l'erezione dell'Opus Dei in Prelatura personale, la carica di Presidente generale Ŕ stata sostituita da quella di Prelato, che Ŕ l'Ordinario proprio dell'Opus Dei e che viene aiutato nel suo lavoro di governo dai suoi Vicari e Consigli. Il Prelato viene eletto dal Congresso generale dell'Opus Dei; l'elezione richiede la conferma del Papa, conformemente a quanto prevede la norma canonica generale per i prelati di giurisdizione eletti da un Collegio.

[Stampa]
 
[Invia]
 
[Palm]
 
[Salva]
 
Traduci il punto in:
Indietro Vedere il capitolo Avanti