Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  La Chiesa nostra Madre > Amare il mondo appassionatamente > Punto 53
53

Il senso cristiano autentico — che professa la risurrezione della carne — si è sempre opposto, come è logico, alla disincarnazione, senza tema di essere tacciato di materialismo. È consentito, pertanto, parlare di un materialismo cristiano, che si oppone audacemente ai materialismi chiusi allo spirito.

Che cosa sono i Sacramenti — orme dell'Incarnazione del Verbo, come dissero gli antichi — se non la manifestazione più evidente di questa strada che Dio ha scelto per santificarci e condurci al Cielo? Non vedete che ogni Sacramento è l'amore di Dio, con tutta la sua forza creatrice e redentrice, che si dona a noi servendosi di mezzi materiali? Che cos'è questa Eucaristia — ormai imminente — se non il Corpo e il Sangue adorabili del nostro Redentore, che si offre a noi attraverso l'umile materia di questo mondo — vino e pane —, attraverso gli elementi della natura, coltivati dall'uomo (cfr Gaudium et spes, 38), come l'ultimo Concilio ecumenico ha voluto ricordare?

Si comprende bene, figli miei, perché l'Apostolo poteva scrivere: Tutte le cose sono vostre, voi siete di Cristo e Cristo è di Dio (1 Cor 3, 22-23). Si tratta di un moto ascensionale che lo Spirito Santo, diffuso nei nostri cuori, vuole provocare nel mondo: dalla terra, fino alla gloria del Signore. E perché non ci fosse dubbio che in questo moto si includeva pure ciò che sembra più prosaico, san Paolo scriveva anche: Sia che mangiate, sia che beviate, fate tutto per la gloria di Dio (1 Cor 10, 31).

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