Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  La Chiesa nostra Madre > Il fine soprannaturale della Chiesa > Punto 4
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Come in Cristo vi sono due nature — l'umana e la divina — così, analogicamente, possiamo parlare di un elemento umano e di uno divino nella Chiesa. A tutti è evidente la componente umana. La Chiesa, in questo mondo, è composta di uomini ed è per gli uomini, e dire uomo significa parlare di libertà, della possibilità di cose grandi e di meschinità, di eroismi e di cedimenti.

Se ci limitassimo soltanto a questa componente umana della Chiesa, non riusciremmo a capirla, perché non saremmo giunti alla porta del mistero. La Sacra Scrittura utilizza molti termini — tratti dall'esperienza terrena — per applicarli al Regno di Dio e alla sua presenza fra di noi, nella Chiesa. La paragona all'ovile, al gregge, alla casa, al seme, alla vigna, al campo nel quale Dio pianta o edifica. Però c'è un'espressione che compendia tutto: la Chiesa è il Corpo di Cristo.

Ora egli pose alcuni come apostoli, altri profeti, altri evangelisti, altri pastori e maestri, per rendere atti i santi a compiere il ministero, per edificare il Corpo di Cristo (Ef 4, 11-12). San Paolo scrive anche: Così anche noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo in Cristo, e individualmente siamo membra gli uni degli altri (Rm 12, 5). Com'è luminosa la nostra fede! Tutti siamo in Cristo, poiché Egli è il capo del corpo della Chiesa (Col 1, 18).

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