Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  La Chiesa nostra Madre > Sacerdote per l'eternità > Punto 35
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Il santo Sacramento dell'Ordine Sacerdotale verrà dunque amministrato a un gruppo di membri dell'Opera, tutti con una valida — e, in qualche caso, lunga — esperienza di medici, avvocati, ingegneri, architetti e così via. Provengono dalle più svariate attività professionali e, come frutto del loro lavoro, sono uomini che possono legittimamente aspirare a posti anche di rilievo nel loro ambito sociale.

Diventano sacerdoti per servire. Non per comandare, non per brillare, ma per donarsi — in un silenzio incessante e divino — al servizio di tutte le anime. Una volta ordinati sacerdoti, non si lasceranno trascinare dalla tentazione di imitare le occupazioni e il lavoro dei laici, ancorché tali compiti siano loro ben noti per averli svolti fino a ora e per avere consolidato in essi una mentalità laicale che non perderanno mai più.

La loro competenza nei vari settori del sapere umano — storia, scienze naturali, psicologia, diritto, sociologia — benché sia una componente necessaria alla loro mentalità laicale, non li indurrà a presentarsi con la patente di sacerdoti-psicologi, di sacerdoti-biologi, di sacerdoti-sociologi...; ricevono il Sacramento dell'Ordine per essere — né più né meno — sacerdoti-sacerdoti, sacerdoti al cento per cento.

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