 |
29 |
 |
Nostro Signore fonda la sua Chiesa sulla debolezza ma anche sulla fedeltà di alcuni uomini, gli Apostoli, ai quali promette l'assistenza costante dello Spirito Santo. Leggiamo ancora una volta questo testo ben noto, ma sempre nuovo e attuale: «È stato dato a me ogni potere nel cielo e sulla terra. Andate, dunque, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» [Mt 28, 18-20].
La predicazione del Vangelo non sorge in Palestina per iniziativa personale di alcuni uomini infervorati. Che cosa potevano fare gli Apostoli? In mezzo alla gente del loro tempo, non contavano nulla: non erano ricchi, né colti, né eroi secondo lo stampo umano. Gesù getta sulle spalle di questo pugno di discepoli un compito immenso, divino. «Non siete stati voi a scegliere me, ma io ho scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia stabile; affinché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo dia» [Gv 15, 16].
Lungo i duemila anni della sua storia, la Chiesa conserva ininterrotta la successione apostolica. «I vescovi», dichiara il Concilio di Trento, «sono succeduti agli apostoli e sono posti, come dice lo stesso Apostolo [Paolo], dallo Spirito Santo per reggere la Chiesa di Dio (At 20, 28)» [CONCILIO DI TRENTO, Dottrina sul Sacramento dell'Ordine, DS 1768 (960)]. E fra gli Apostoli, lo stesso Cristo fa oggetto Simone di una scelta speciale: «Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa» [Mt 16, 18]. E aggiunge: «Io ho pregato per te, che la tua fede non abbia a venir meno: e tu, quando ti sarai convertito, conferma i tuoi fratelli» [Lc 22, 32].
Pietro si trasferisce a Roma e vi stabilisce la sede del primato, del Vicario di Cristo. È a Roma dunque dove si avverte meglio la successione apostolica, e per questo è chiamata la sede apostolica per antonomasia. Il Concilio Vaticano I, con le parole di un Concilio precedente, quello di Firenze, ha proclamato che «tutti i fedeli di Cristo devono credere che la Santa Sede Apostolica e il Romano Pontefice possiedono il primato su tutto il mondo, e che lo stesso Romano Pontefice è il successore del beato Pietro, principe degli Apostoli, e vero vicario di Cristo, e capo di tutta la Chiesa, e padre e maestro di tutti i cristiani; e che a lui fu dato da nostro Signore Gesù Cristo, nella persona del beato Pietro, pieno potere di pascere, reggere e governare la Chiesa universale» [CONCILIO VATICANO I, Costituzione dogmatica sulla Chiesa, DS 3059 (1826)].
|
 |
|