Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Cammino > Infanzia spirituale > Cap. 41
852

Cerca di conoscere la “via dell'infanzia spirituale” senza “forzarti” a seguire tale cammino. —Lascia fare allo Spirito Santo.


853

Cammino d'infanzia. —Abbandono. —Fanciullezza spirituale. —Tutto questo non è infantilismo, bensì forte e solida vita cristiana.


854

Nella vita spirituale d'infanzia le cose che i “bambini” dicono o fanno non sono mai bambinate e puerilità.


855

L'infanzia spirituale non è semplicioneria spirituale, né mollezza: è cammino saggio e vigoroso che, per la sua difficile facilità, l'anima deve intraprendere e continuare portata per mano da Dio.


856

L'infanzia spirituale esige la sottomissione dell'intelletto, più difficile della sottomissione della volontà. —Per assoggettare l'intelletto è necessario, oltre alla grazia di Dio, un continuo esercizio della volontà a dire no, come dice no alla carne, una volta e un'altra e sempre. E si verifica, di conseguenza, il paradosso per cui chi segue il “piccolo cammino d'infanzia” deve, per farsi bambino, irrobustire e virilizzare la volontà.


857

Essere piccolo: le grandi audacie sono sempre dei bambini. —Chi chiede... la luna? —Chi non si ferma davanti ai pericoli per realizzare il suo desiderio?

“Mettete” in un bambino “così” molta grazia di Dio, il desiderio di fare la sua Volontà (di Dio), molto amore per Gesù, tutta la scienza umana che le sue capacità gli permettono di acquistare... e avrete il ritratto del carattere degli apostoli d'oggi, così come senza dubbio li vuole Dio.


858

Sii bambino. —Ancora di più. —Ma non restare nell'età ingrata: hai visto mai cosa più buffa di un ragazzino che si dà arie da uomo, o di un uomo che “bambineggia”?

Bambino, con Dio: e, per esserlo, uomo molto virile in tutto il resto. —Ah!: e smetti quelle moine da cagnolino da salotto.


859

A volte ci sentiamo spinti a compiere piccole prodezze infantili. —Sono piccole opere di meraviglia davanti a Dio; e purché non si introduca l'abitudine meccanica, saranno senz'altro feconde, com'è sempre fecondo l'Amore.


860

Davanti a Dio, che è Eterno, tu sei un bambino più piccolo di quanto lo sia davanti a te un piccino di due anni.

E, oltre a essere bambino, sei figlio di Dio. —Non dimenticarlo.


861

Bambino, accenditi di desideri di riparare gli spropositi della tua vita d'adulto.


862

Bambino sciocco: il giorno in cui nascondessi qualcosa della tua anima al Direttore, avresti cessato d'essere bambino, perché avresti perduto la semplicità.


863

Bambino, quando lo sarai davvero, sarai onnipotente.


864

Se sarete bambini non avrete dispiaceri: i bambini dimenticano subito i loro guai per tornare ai giochi abituali. —Pertanto, abbandonandovi, non avrete di che preoccuparvi, giacché riposerete nel Padre.


865

Bambino, offrigli ogni giorno... persino le tue fragilità.


866

Bambino buono: offrigli il lavoro di quegli operai che non lo conoscono; offrigli l'allegria naturale dei poveri bambini che frequentano le scuole corrotte...


867

I bambini non hanno niente di proprio, tutto è dei loro genitori..., e tuo Padre sa sempre molto bene come amministrare il patrimonio.


868

Sii piccolo, molto piccolo. —Non avere più di due anni di età, tre al massimo. —Perché i bambini più grandicelli sono dei furbacchioni che cercano già d'ingannare i loro genitori con inverosimili bugie.

Hanno infatti la malizia, il fomes del peccato, ma non hanno quell'esperienza del male che darà loro l'“arte” di peccare, per coprire con parvenza di verità la falsità dei loro inganni.

Hanno perduto la semplicità, e la semplicità è indispensabile per essere piccoli davanti a Dio.


869

Bambino mio, perché ti ostini a camminare sui trampoli?


870

Non voler essere adulto. —Bambino, bambino sempre, anche se stessi per morire di vecchiaia. —Quando un bambino inciampa e cade, nessuno si sorprende...: suo padre si affretta a rialzarlo.

Quando a inciampare e cadere è un adulto, il primo moto è il riso. —A volte, passato quel primo impulso, il ridicolo cede alla pietà. —Ma gli adulti devono rialzarsi da soli.

La tua triste esperienza quotidiana è piena di ostacoli e di cadute. Che sarebbe di te se non fossi sempre più bambino?

Non voler essere adulto. —Bambino, e, quando inciampi, ti risollevi la mano di tuo Padre-Dio.


871

Bambino, l'abbandono esige docilità.


872

Non dimenticare che il Signore predilige i bambini e coloro che si fanno come bambini.


873

Paradossi di un'anima piccola. —Se Gesù ti manda eventi che il mondo chiama buoni, piangi in cuor tuo, considerando la Sua bontà e la tua malizia: se Gesù ti manda eventi che la gente qualifica cattivi, rallegrati in cuor tuo, perché Egli ti dà sempre quello che conviene e dunque è l'ora bella di amare la Croce.


874

Bambino audace, grida: Che amore quello di Teresa! —Che zelo quello di Saverio! —Che uomo meraviglioso San Paolo! —Ebbene, Gesù, io... ti voglio più bene di Paolo, di Saverio e di Teresa.


[Stampa]
 
[Invia]
 
[Palm]
 
[Salva]
 
Traduci il punto in:
Indietro Avanti