Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Cammino > Il piano della tua santità > Cap. 17
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Il piano di santità che il Signore ci chiede è definito da questi tre punti:

La santa intransigenza, la santa coazione e la santa facciatosta*.

* San Josemaría ricorre qui per tre volte a un artificio letterario, l'ossimoro (l'accostare parole contrarie o contraddittorie), per spiegare in modo espressivo che la ricerca della santità non è in conflitto con l'energia.

Con "santa coazione" esorta il lettore ad affrontare, nel pieno rispetto della libertà personale, la sua responsabilità apostolica nei confronti di chi ha vicino, facendo eco al Vangelo: "Esci per le strade…e spingili ad entrare (Lc 14, 23)". Con "santa intransigenza" anima a difendere la propria fede, con energia e mansuetudine, come questione di coerenza cristiana. Con "santa facciatosta" invita a non dare un peso eccessivo al fatto che vengano percepiti i nostri limiti, e a non nascondere la condizione di cristiano quando l'intorno sociale è ostile alla fede.

Nelle tre espressioni quindi l'aggettivo "santa" modifica il significato del sostantivo cui dà la qualifica ed è fondamentale per comprendere l'intenzione di san Josemaría. D'altra parte, dalla lettura di tutto Cammino si evince con chiarezza che la virtù più importante - quella che rende "sante" la coazione, l'intransigenza e la "facciatosta" - è la carità (cfr. Cammino, nn. 369, 463) (Ndt).


388

Una cosa è la santa facciatosta e un'altra l'impudenza mondana.


389

La santa facciatosta è una caratteristica della “vita d'infanzia”. Nulla preoccupa il bambino. —Le sue miserie, naturali miserie, si pongono in evidenza con semplicità, anche se tutti lo guardano...

Questa facciatosta, trasferita alla vita soprannaturale, porta a ragionare così: lode, disprezzo...: ammirazione, burla...: onore, disonore...: salute, malattia...: ricchezza, povertà...: bellezza, bruttura...

Bene; e... con questo?


390

Riditi del ridicolo. —Non ti curare di quel che diranno. Vedi e senti Dio in te stesso e in ciò che ti circonda. —E così finirai per ottenere la santa facciatosta che ti è necessaria —che paradosso!— per vivere con la delicatezza del gentiluomo cristiano.


391

Se hai la santa facciatosta, che ti importa del “che cosa avranno detto” e del “che cosa diranno”?


392

Convinciti che il ridicolo non esiste per chi fa il meglio.


393

Un uomo, un... gentiluomo transigente, tornerebbe a condannare a morte Gesù.


394

La transigenza è il segno certo che non si possiede la verità. —Un uomo che transige in questioni di ideale, di onore o di Fede, ebbene, è un uomo... senza ideale, senza onore e senza Fede.


395

Quell'uomo di Dio, temprato dalla lotta, ragionava così: Sono intransigente? Ma certo! Perché sono persuaso della verità del mio ideale. Invece, lei è molto accomodante...: le pare che due più due facciano tre e mezzo? —No?... Nemmeno per amicizia cede in così poca cosa?

—Il fatto è che, per la prima volta, si è convinto di possedere la verità... ed è passato dalla mia parte!


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La santa intransigenza non è intemperanza.


397

Sii intransigente nella dottrina e nella condotta. — Ma sii dolce nella forma. —Mazza d'acciaio poderosa, avvolta in guaina ovattata.

—Sii intransigente, ma non essere villano.


398

L'intransigenza non è intransigenza e basta: è “la santa intransigenza”.

Non dimentichiamo che c'è anche una “santa coazione”.


399

Se, per salvare una vita terrena, con il plauso di tutti, impieghiamo la forza per evitare un suicidio..., non potremo impiegare la stessa coazione —la santa coazione— per salvare la Vita (con la maiuscola) di molti che si ostinano a suicidarsi stupidamente nell'anima?


400

Quanti delitti si commettono in nome della giustizia! —Se tu vendessi armi da fuoco e qualcuno ti offrisse il prezzo di una per uccidere tua madre, gliela venderesti?... Ebbene, non ti dava forse il giusto prezzo?...

—Docente, giornalista, politico, diplomatico: meditate.


401

Dio e audacia! —L'audacia non è imprudenza. —L'audacia non è temerarietà.


402

Non chiedere perdono a Gesù solo per le tue colpe: non lo amare solamente con il tuo cuore...

Ripara tutte le offese che gli hanno fatto, gli fanno e gli faranno..., amalo con tutta la forza di tutti i cuori di tutti gli uomini che più lo abbiano amato.

Sii audace: digli che per Lui sei più pazzo di Maria Maddalena, più di Teresa e di Teresina..., più folle di Agostino, di Domenico e di Francesco, più di Ignazio e di Saverio.


403

Sii ancora più audace e, quando hai bisogno di qualche cosa, partendo sempre dal Fiat, non chiedere, di': “Gesù, voglio questo, voglio quello”, perché i bambini fanno così.


404

Hai avuto un insuccesso! —Noi non abbiamo mai insuccessi. —Hai totalmente riposto in Dio la tua fiducia. —Non hai tralasciato, poi, alcun mezzo umano.

Convinciti di questa verità: il tuo successo —ora e in questa circostanza— era fallire. —Ringrazia il Signore e ricomincia di nuovo!


405

Hai fallito? —Tu —siine ben certo— non puoi fallire.

Non hai fallito: hai acquistato esperienza. —Avanti!


406

Quello sì fu un fallimento, un disastro: perché perdesti il nostro spirito. —Sai bene che, se c'è visione soprannaturale, il risultato (vittoria? sconfitta? bah!) ha soltanto un nome: successo.


407

Non confondiamo i diritti della carica con quelli della persona. —Ai primi non si può rinunciare.


408

Santerello sta a santo come bigotto sta a devoto: è la sua caricatura.


409

Non crediamo che serva a qualcosa la nostra apparente virtù di santi, se non va unita alle comuni virtù di cristiani.

—Sarebbe come adornare di splendidi gioielli la biancheria intima.


410

La tua virtù non sia una virtù “sonora”.


411

Molti falsi apostoli, loro malgrado, fanno del bene alle masse, al popolo, in virtù della stessa dottrina di Gesù che predicano, anche se non la praticano.

Questo bene non compensa, però, il male enorme ed effettivo che producono uccidendo anime di capi, di apostoli, che si allontanano disgustati da coloro che non fanno ciò che insegnano agli altri.

Pertanto, quelli o quelle che non vogliono vivere una vita integra, mai dovranno mettersi in prima fila come capigruppo.


412

Il fuoco del tuo Amore non sia un fuoco fatuo. — Illusione, fuoco bugiardo, che non infiamma quello che tocca, e non dà calore.


413

Il non serviam di Satana è stato fin troppo fecondo. —Non senti l'impulso generoso di dire ogni giorno, con volontà di preghiera e di opere, un serviam —ti servirò, ti sarò fedele!— che superi in fecondità quel grido di ribellione?


414

Che pena un “uomo di Dio” pervertito! —Ma fa ancora più pena vedere un “uomo di Dio” tiepido e mondano.


415

Non far molto caso a ciò che il mondo chiama vittorie o sconfitte. —Quante volte rimane sconfitto il vincitore!


416

Sine me nihil potestis facere!”. Luce nuova, o, meglio, splendori nuovi per i miei occhi, di quella Luce Eterna che è il Santo Vangelo.

—Possono sorprendermi le “mie”... sciocchezze?

—Che io metta Gesù in tutte le mie cose. E, allora, non ci saranno sciocchezze nella mia condotta: e, correttamente parlando, non dirò più mie cose, ma “nostre cose”.


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