Amici di Dio > Le virtù umane > Punto 85
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     Qui sapiens est corde appellabitur prudens [Pro, 16, 21], il saggio di cuore sarà proclamato prudente, leggiamo nel libro dei Proverbi. Non capiremmo la prudenza se la concepissimo come pusillanimità e mancanza di audacia. La prudenza si manifesta come abito che inclina ad agire bene, rendendo chiaro il fine e proponendo i mezzi più adatti per raggiungerlo.

La prudenza, tuttavia, non è un valore supremo. Dobbiamo chiederci sempre: quale prudenza e per che cosa? Esiste infatti una falsa prudenza — che dovremmo chiamare piuttosto astuzia — al servizio dell'egoismo, che utilizza tutte le risorse per raggiungere fini distorti. In tal caso, la perspicacia non fa altro che aggravare la cattiva disposizione e merita il rimprovero che Sant'Agostino proferiva predicando al popolo: Pretendi di piegare il cuore di Dio, che è sempre retto, per adattarlo alla perversità del tuo? [Sant'Agostino, Enarrationes in Psalmos, 63, 18].

È la falsa prudenza di chi pensa di avere forze sufficienti per giustificarsi da solo. Non fatevi un'idea troppo alta di voi stessi [Rm 12, 16], dice san Paolo; sta scritto infatti: distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l'intelligenza degli intelligenti [1 Cor 1, 19].

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