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Vi ricordo nuovamente che ci resta poco tempo: Tempus breve est [1 Cor 7, 29], perché è breve la vita sulla terra e, avendo quei mezzi, non abbiamo bisogno d'altro che di buona volontà per approfittare delle occasioni che Dio ci ha concesso.
Da quando il Signore è venuto in questo mondo, ha avuto inizio il momento favorevole, il giorno della salvezza [Cfr 2 Cor 6,2], per noi e per tutti. Non debba Dio nostro Padre rivolgerci il rimprovero che un tempo espresse per bocca di Geremia: Anche la cicogna nel cielo conosce i suoi tempi; la tortora, la rondinella e la gru osservano la data del ritorno; il mio popolo invece non conosce il comando del Signore [Ger 8, 7].
Non esistono tempi cattivi o inopportuni: tutti i giorni sono buoni, per servire Dio. Le giornate cattive sono sol tanto quelle che l'uomo sciupa, quando la sua mancanza di fede, la sua pigrizia, la sua negligenza, lo persuadono a non lavorare con Dio, per Iddio. Benedirò il Signore in ogni tempo! [Sal 33, 2]. Il tempo è un tesoro che passa, che sfugge, che scorre tra le mani come l'acqua tra le rocce. L'ieri è passato, I'oggi sta passando. Il domani sarà presto un nuovo ieri. La durata di una vita è molto breve; e, tuttavia, quante cose si possono fare in così breve spazio, per amore di Dio!
Non ci varrà nessuna scusa. Il Signore si è prodigato per noi: ci ha pazientemente istruiti; ci ha spiegato i suoi precetti in parabole, insistendo senza riposo. Come a Filippo, può domandarci: Da tanto tempo sono con voi, e tu non mi hai conosciuto? [Gv 14, 9]. È venuto il momento di lavorare davvero, di occupare ogni istante della giornata, di sopportare volentieri, con allegria il peso della giornata e il caldo [Mt 20, 12].
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