Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Amici di Dio > La libertÓ, dono di Dio > Punto 36
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Dio da principio cre˛ l'uomo e lo lasci˛ in balýa del suo proprio volere (Sir 15, 14). Ci˛ non sarebbe possibile se non avesse libertÓ di scelta (SAN TOMMASO D'AQUINO, Quaestiones disputatae. De malo, q. VI, sed contra). Siamo responsabili davanti a Dio di tutte le azioni che compiamo liberamente. Non c'Ŕ posto per l'anonimato; l'uomo si trova di fronte al suo Signore, e sta alla sua volontÓ decidere di vivere da amico o da nemico. Questo Ŕ l'inizio del cammino della lotta interiore, che Ŕ compito di tutta la vita, perchÚ finchÚ dura il nostro passaggio sulla terra nessuno pu˛ dire di aver raggiunto la pienezza della propria libertÓ.

La fede cristiana, inoltre, ci induce a garantire a tutti un'atmosfera di libertÓ, che incomincia coll'evitare ogni genere di insidiosa coazione nel presentare la fede. Voglio forse dire che se veniamo attratti dal Cristo, allora crediamo nostro malgrado, siamo costretti e non siamo pi¨ liberi? Ebbene, pu˛ accadere che uno entri in chiesa contro la sua volontÓ, e, contro la sua volontÓ si accosti all'altare e riceva il Sacramento, ma credere non pu˛ se non vuole (SANT'AGOSTINO, In Ioannis Evangelium tractatus, 26, 2 [PL 35, 1607]). Ed Ŕ evidente che, giunti all'etÓ della ragione, occorre la libertÓ personale per entrare in chiesa e per corrispondere alle continue chiamate che il Signore ci rivolge.

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