Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Amici di Dio > Perché tutti siano salvati > Punto 257
257

Noi vogliamo seguire il Signore e desideriamo diffondere la sua Parola. Umanamente parlando, è logico che ci chiediamo anche noi: che cosa siamo per tanta gente? A confronto col numero degli abitanti della terra, pur contandoci a milioni, siamo pochi. Perciò dobbiamo considerarci come un po' di lievito preparato e disposto per portare il bene all'umanità intera, ricordando le parole dell'Apostolo: Un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta (1 Cor 5, 6), la trasforma. Abbiamo bisogno di imparare a essere noi il fermento, il lievito che modifica e trasforma la moltitudine.

Forse il fermento è per natura migliore della massa? No, ma il lievito è il mezzo perché la massa venga elaborata, per diventare un alimento gradevole e sano.

Pensate, per un momento, all'azione efficace del lievito che serve per confezionare il pane, nutrimento semplice, fondamentale, alla portata di tutti. In tanti luoghi — forse vi avete assistito — la preparazione dell'infornata è una vera cerimonia, da cui si ottiene un prodotto stupendo, saporito, che si gusta con gli occhi.

Si prende farina buona, della miglior qualità, se è possibile. Si lavora la massa nella madia e la si mescola col lievito con un lungo e paziente lavoro. Poi la si lascia in riposo il tempo necessario perché il lievito compia la sua funzione e rigonfi la pasta.

Nel frattempo arde il fuoco del forno, alimentato dalla legna che si consuma. E la massa, posta al calore della brace, dà il pane tiepido, soffice, di alta qualità. Un risultato impossibile da ottenere senza l'intervento del lievito — una piccola quantità —, che si è sciolto, scomparendo tra gli altri elementi, per compiere un lavoro efficiente, che passa inavvertito.

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