Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Amici di Dio > Vita d'orazione > Punto 250
250

Guardate che il Signore anela di condurci per vie meravigliose, divine e umane, che in pratica sono quelle dell'abnegazione felice, della gioia nel dolore, della dimenticanza di sé. Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso (Mt 16, 24). È un consiglio che abbiamo ascoltato tutti. Dobbiamo deciderci a seguirlo sul serio: far sì che il Signore possa servirsi di noi, affinché, mettendoci in tutti i crocevia del mondo — essendo noi ben messi in Dio — possiamo essere sale, lievito, luce; affinché tu sia in Dio, per illuminare, dar sapore, far crescere e fermentare.

Non dimenticate, però, che non siamo noi i creatori di questa luce: la riflettiamo soltanto. Non siamo noi a salvare le anime spingendole a operare il bene: siamo soltanto degli strumenti, più o meno degni, per i piani salvifici del Signore. Se mai pensassimo che il bene che facciamo è opera nostra, tornerebbe l'orgoglio, più che mai contorto; il sale perderebbe il sapore, il lievito si corromperebbe, la luce si cambierebbe in tenebre.

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