Josemaría Escrivá Obras
 
 
 
 
 
 
  Amici di Dio > Distacco > Punto 110
110

Siamo alla soglia della Settimana Santa, si attualizza il momento in cui la Redenzione di tutta l'umanità si compie sul Calvario. È un tempo particolarmente propizio perché tu e io soffermiamo la nostra considerazione sulle vie attraverso le quali Gesù, Signore nostro, ci ha salvato; perché tu e io contempliamo il suo amore — davvero ineffabile — verso creature povere come noi, formate col fango della terra.

Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris (Rito della imposizione delle ceneri [cfr Gn 3, 9]): la Chiesa, nostra Madre, ci ha rivolto questo monito all'inizio della Quaresima per non farci mai dimenticare che siamo ben poca cosa, che un certo giorno il nostro corpo — adesso così pieno di vita — si disfarà, come la nuvoletta di polvere sollevata dai nostri piedi mentre camminiamo: Si disperderà come nebbia scacciata dai raggi del sole (Sap 2, 4).

Ma dopo avervi ricordato senza mezzi termini la nostra personale inconsistenza, voglio anche esaltare davanti ai vostri occhi un'altra realtà, stupenda: la magnificenza divina che ci sostiene e ci divinizza. Ascoltate le parole dell'Apostolo: Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà (2 Cor 8, 9). Se osservate con calma interiore l'esempio del Maestro, vi renderete immediatamente conto di avere a disposizione un tema di meditazione che un'intera vita è insufficiente ad esaurire, concretando sinceri propositi di essere più generosi. Perché — e non dovete mai perdere di vista la meta da raggiungere — ciascuno di noi deve identificarsi con Gesù Cristo, il quale — come avete sentito — si è reso povero per te, per me, e ha sofferto per darci l'esempio, per farci seguire le sue orme (cfr 1 Pt 2, 21).

[Stampa]
 
[Invia]
 
[Palm]
 
[Salva]
 
Traduci il punto in:
Indietro Vedere il capitolo Avanti